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Digital divide addio col WiMax ?

Finalmente l’italia potra’ dimenticare il digital divide ?
La risposta a questa domanda potrebbe dipendere dal WiMax , che pero’ da solo purtroppo potrebbe non essere in grado di abbattere il digital divide come in molti auspicano e prevedono;
andiamo con ordine , il WiMax e’ una tecnologia per creare reti telematiche non cablate capace di coprire in area libera e in visibilita’ ottica una distanza di circa 50 km con una banda di circa 70 Mbit/sec , purtroppo pero’ non si possono avere entrambe le caratteristiche , o si va a 50 km o si portano i 70 Mbit/sec , ecco il primo tallone di Achille , vedremo tra un po’ che ce c’è n’è uno peggiore. Il WiMax e’ un parente stretto del Wi-Fi che usiamo per le nostre reti casalinghe , utilizza pero’ accorgimenti tali da poter coprire un raggio molto piu’ ampio , come prima cosa utilizza maggiore potenza di trasmissione , il wi-fi infatti ha il limite di potenza fissato per legge a 100 mW ( un decimo di watt ) ma spesso gli apparecchi utilizzano 50 mW o addirittura 20 mW , il WiMax utilizza potenze superiori , siamo sui 4 watt ( per rendersi conto un cellulare arriva sui 2W ) ,non solo sul ponte radio del WiMax ma anche sulla nostra scheda locale questo significa che se dotiamo un notebook di scheda di rete WiMax probabilmente la batteria durera’ un po’ meno , ma anche che il WiMax stesso non e’ miracoloso; utilizzando il wi-fi a quel livello di potenza si sarebbe gia’ potuto fare qualcosa per il digital divide (con il wi-fi a 100mW e’ stato stabilito un record di distanza di 200 Km circa ( 125 miglia ) con una connessione a 11 Mbit/sec http://www.wifiworldrecord.com ) ,
anche se il WiMax gestisce meglio disturbi da riflessione che sulle lunghe distanze possono dare parecchio fastidio; allora che tipo di problema si pone ?
Ora facciamo un conto semplice semplice , prendiamo il classico paesino da 1000 abitanti , lontano
100 km da una grande citta’ ( mettiamo 20000) abitanti , fornita dall’adsl;
dei 1000 abitanti poniamo che la meta’ voglia l’adsl via Wi-Max, supponiamo almeno 2 Mbit /sec teorici; quindi ci serve 1 Gigabit/sec , ossia ci servono 15 celle Wi-Max su ogni ponte radio solo che queste 15 celle messe vicine si disturberebbero a vicenda e probabilmente supererebbero il range di frequenza per cui si ha la licenza , adesso supponiamo di fare come per l’adsl dove non sono previsti i 2 Megabit ma FINO A 2 Mbit e impostiamo una banda minima di 10 kbit/sec ( che e’ la banda minima delle adsl ex 2 Mbit/sec attuali 7Mbit/sec ) in questo caso ci bastano solo 5 Mbit/sec REALI , ma se tutti usano la connessione le prestazioni diventano indecorose , a 10 Kbit/Sec siamo a 1/5 di una connessione analogica tradizionale , supponiamo allora di voler usare una sola cella WiMax , a occhio e croce possiamo mettere tre ponti radio e arrivare fino in citta’ con un canale che regge bene i 7 Megabit/sec; e adesso ? La attacchiamo all’adsl ? E di chi ? Ecco il secondo tallone di Achille … l’adsl all’ingrosso in italia e’ in monopolio di fatto , inoltre anche volendo comprare l’adsl all’ingrosso non e’ detto che in citta’ arrivi la fibra ottica o che la fibra che arriva sia in grado di reggere l’ulteriore carico di banda ; E allora ? E allora via di ripetitore in ripetitore fino ad arrivare almeno ad una dorsale in fibra ottica , alla fine purtroppo se i ripetitori sono molti di banda ne arriva molto poca .

Ricapitolando per fornire connettivita’ col WiMax serve in ogni caso una buona infrastruttura per poter fornire un servizio decente e serve un fornitore all’ingrosso di connettivita’ raggiungibile
con un numero non troppo elevato di ripetitori ( che se vogliamo un buon servizio non possono essere distanti i 50 Km massimi ) , tutte cose fattibili e’ vero ma non in un giorno e a costi comunque elevati ( per fare un esempio i ponti dei cellulari appena possibile si collegano a una centrale a terra e procedono su linee cablate perche’ piu’ affidabili e piu’ economiche )
ed e’ probabile che il costo per l’utente finale sia parecchio superiore al costo di una adsl.
Incrociamo le dita …

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