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Lampade a basso consumo , risparmio ma anche spreco

Oggi come oggi l’energia costa e per di piu’ e’ per la maggior parte prodotta da fonti non rinnovabili per cui risparmiare non e’ solo utile , e’ anche doveroso !

Tutti noi possiamo risparmiare energia utilizzando al posto delle lampadine tradizionali le fluorescenti compatte ( immagine da wikipedia )

Queste lampade a parita’ di consumo producono circa 5 volte piu’ luce , per cui possiamo avere la stessa quantita’ di luce con un consumo 5 volte inferiore , il costo e’ piu’ alto di una lampadina normale ( da 4 a 6 euro contro .80 1,50 ), ma anche questo si ammortizza data anche la maggiore durata delle fluorescenti; allora dove e’ lo spreco ?

E’ presto detto , le lampade fluorescenti compatte o tradizionali che siano necessitano di un dispositivo di accensione ( in questo schema preso da wikipedia la lampada e’ indicata con L , il resto serve per accenderla )

in pratica nelle fluorescenti compatte il tutto e’ inglobato e inseparabile , ergo se si guasta il dispositivo di accensione buttiamo anche la lampada , se si esaurisce la lampada buttiamo il dispositivo

di accensione , la lampada contiene mercurio , il dispositivo di accensione metalli non sempre salutari per l’ambiente …

Esistono ovviamente anche le sole lampade …

lampada_neon1.jpg lampada_neon.jpg

quello che e’ un poco piu’ complicato da trovare sono i dispositivi di accensione … e non capisco perche’ dato il risparmio ulteriore ( monetario e ambientale ) che deriverebbe dal poter sostituire solo l’elemento guasto , e considerando anche che il dispositivo di accensione tradizionale ( non elettronico ) non e’ praticamente soggetto a guasti; e’ pur vero che con questo la lampada produce un pochino ( ma pochissimo 4% , 5% ) di luce in meno; Attualmente le lampade singole sono relegate all’uso con lampade da tavolo o di emergenza , se questo non e’ uno spreco …

per chi volesse avere maggiori dettagli su queste lampade ecco un link a wikipedia :

Link

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la Nduja , salume tipico .

nduja2.jpg

La ‘Nduja e’ un salume morbido e particolarmente piccante che ricorda il salame ma che al taglio si rivela tutta un’altra cosa .

La zona di nascita e’ Spilinga (VV) ma la zona di produzione originale comprende tutta la zona di monte Poro , oggi purtroppo viene imitata piu’ o meno bene ( spesso meno ) e prodotta in molte zone della calabria ma non solo .

Viene preparata con carne di suino ( la carne e’ quella per le salsicce, parte del guanciale e della pancetta, le frattaglie al contrario di quanto si dice in giro non vengono adoperate ) , abbondante grasso ( sempre di suino ) , peperoncino (piccantissimo ) tritato ( non macinato ) e conserva di peperoni ( dolci ), puo’ contenere per tradizione anche cotenna preventivamente sbollentata, una volta stagionata rimane perfettamente spalmabile , per conservarla a lungo si puo’ togliere dal budello e mettere in un vasetto di vetro coprendo poi con olio di oliva extravergine, la produzione della nduja non e’ facile da imitare ,

ottenere il giusto grado di morbidezza , il gusto non troppo piccante ne’ troppo poco rientra nei segreti della tradizione .

Come si puo’ gustare la Nduja ?

Spalmandola su fette di pane abbrustolito al naturale o arrostita sulla brace , ( ma se e’ la prima volta che la assaggiate meglio del buon pane fresco che ne mitiga il gusto piccante ) , sulla pasta preparando un battuto di cipolla rossa di tropea on olio extravergine di oliva e aggiugendo la nduja come per preparare un ragu’ , o aggiungendo una nota piccante proprio ad un ragu’ o magari sulla pizza .

Ma come essere certi di assaggiare la vera nduja ?

Potete acquistarla al naturale o in vasetto , e come gia’ detto la zona di produzione della nduja tradizionale e’ Spilinga e il Monte Poro , in generale comunque possiamo dire che la nuova provincia di Vibo Valentia racchiude piu’ o meno bene la zona di produzione tipica , se potete recarvi in loco per acquistarla tanto meglio , se la aquistate fuori chiedete la zona di produzione e preferite quella prodotta in provincia di Vibo Valentia o al massimo di Catanzaro , perche’ checche’ se ne dica la nduja non e’ una tradizione di tutta la calabria e imitazioni mal fatte ce ne sono parecchie ( per fortuna non tutta la nduja prodotta fuori dalla zona tipica e’ fatta male )

Io ho fatto la prova prendendo la nduja in vasetto di vari salumifici …

molti sono in provincia di Cosenza ( che e’ la provincia piu’ vasta della calabria ) , alcuni fanno una buona imitazione ( preferisco l’originale pero’ ) altri be’ … sul vasetto c’e’ scritto nduja … ma quello che c’è dentro e’ un altra cosa , magari di buon sapore ma un’altra cosa . Parecchi amici cosentini mi hanno confermato che la nduja non rientra nella loro tradizione , e molti non l’avevano mai assaggiata o addirittura sentita nominare; in generale tutto bene per i salumifici di Vibo che offrono per la maggior parte il prodotto piu’ vicino a quello tradizionale , anche alcuni salumifici di Catanzaro si difendono bene ma non tutti, per cui occhio alla provenienza! Se potete scegliere , a parer mio e’ preferibile in ordine :

Spilinga -> Monte Poro -> Vibo -> Catanzaro -> Cosenza

Buon Appetito !

nduja1.jpg

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Lo 'Ndujotto, una piccola 'nduja

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20 Milioni di euro in regalo ai colossi dell’intrattenimento ?

Da Punto Informatico :
“Roma - Meno tasse per tutti, prometteva qualche anno fa un noto esponente della politica italiana. Gabriella Carlucci, passata direttamente dalle piazze del Cantagiro alle ben più remunerate aule della Camera nelle file di Forza Italia, ha imparato bene la lezione, e presenta oggi un disegno di legge con una versione più realizzabile della stessa promessa: meno tasse per le major.

Il disegno di legge, presentato nel più totale silenzio il 6 novembre scorso, è già stato assegnato alla VII Commissione Cultura, e porta la firma anche di uno dei suoi componenti, Fabio Garagnani. Il titolo è “Disposizioni in favore del settore musicale”, ”

Nella finanziaria attuale vengono previsti sgravi fiscali per le piccole e medie imprese vengono pero’ escluse le grandi , con fatturato annuo che superi i 15 milioni di euro o che siano possedute da un editore di servizi radio televisivi , fin qui nulla da eccepire , in italia le PMI stanno messe maluccio e visto che l’economia e la fiscalita’ italiana si regge proprio su queste ( e non lo dico io ma gli economisti ) .

Adesso veniamo al dunque , il mercato dell’intrattenimento in questo periodo e’ in crisi … come tutto d’altronde … visto che buona parte degli italiani non arriva a fine mese, ha dovuto ridurre pizzeria, cinema e acquisto di cd e dvd ; in caso di necessita’ si tagliano le spese non essenziali … che poi si voglia fare i ciechi e dire che il calo delle vendite e’ dovuto solo alla pirateria e’ un altro paio di maniche …

Misure di contrasto alla pirateria in ogni caso ne sono state prese abbastanza , la pena per chi diffonde un mp3 pirata ( se non erro fino a 3 anni ) credo sia uguale o superiore a chi ruba un cd in negozio , e se non ho capito male se volontariamente si causano serie lesioni personali a qualcuno al massimo si fanno due anni, questo giusto per fare un raffronto …

Consideriamo poi l’equo compenso sui cd e dvd e memorie a stato solido … che come risultato principale sembra abbia stroncato le aziende produttrici italiane di supporti , ormai arriva quasi tutto dall’estero ( illegalmente ? Non saprei dire ) dato che in UE abbiamo il mercato aperto ( forse se ne erano dimenticati ? Di certo non se lo sono dimenticato i consumatori) ,risultato: 250 dipendenti della italcard hanno perso il posto con motivazione ufficiale ” la normativa in materia di diritto d’autore e copia privata che, con l’introduzione della tassa su CD e DVD, ha penalizzato l’economia di tutto il settore. “ la italcard aveva un indotto di circa 500 posti …

Ed ecco la proposta attuale , oltre all’estensione degli sgravi fiscali :

“Al fine di promuovere lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2008 per l’erogazione di contributi alle imprese fonografiche”

20 MILIONI DI EURO !

Quante cose si possono fare con 20 milioni di euro ?
Quante case popolari ? Quanti miglioramenti nella scuola ?

No … si vogliono dare alle imprese per lo sviluppo del mercato digitale … Che significa ? Siti come iTunes ? CD e DVD piu’ protetti dalla copia con altri soldi buttati in ricerca e sviluppo di protezioni regolarmente scardinate il giorno dopo e che costringono a comprare sempre nuovi lettori dato che i vecchi diventano incompatibili; sono solo io a pensare che cosi’ si genera un enorme cumulo di spazzatura? Dove la nascondiamo? Che eredita’ lasciamo?

Sinceramente non ho idea di cosa finanzieranno questi soldi se effettivamente erogati , temo in ogni caso che di buono agli italiani non portino molto e magari ( speriamo di no ) potrebbe essere l’ennesimo caso di finanziamento di stato con annessa multa UE.

Speriamo che la proposta rimanga proposta …

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